PREVIDENZA: ACLI, “UNA PENSIONE MINIMA PER GARANTIRE LE GIOVANI GENERAZIONI” (2)” “

Il documento giudica, inoltre, “ragionevole adeguare progressivamente l’età pensionabile all’allungamento della speranza di vita, premiando con coefficienti più favorevoli coloro che si rendono disponibili a ritardare l’età massima di pensionamento”, anche per la pensione di vecchiaia delle donne, “prevedendo però condizioni di miglior favore per coloro che hanno avuto percorsi lavorativi discontinui a causa di impegni connessi all’educazione dei figli”. Le Acli avanzano soprattutto la proposta di una “pensione contributiva minima, vale a dire una pensione base legata ad un’anzianità minima di lavoro, conseguibile dopo un numero minimo di anni, 20 o 25, rapportata alla quantità di contribuzione accumulata, ma favorita da coefficienti di trasformazione più vantaggiosi, e supportata da contribuzioni figurative, volontarie o da riscatto”. L’obiettivo, spiegano, “è quello di poter coinvolgere con risultati tangibili nel sistema pensionistico pubblico una platea più ampia di lavoratori, anche precari, che abbiano retribuzioni ridotte o che difficilmente possano raggiungere anzianità contributive elevate”.