Lamentano lo stato di "sostanziale abbandono" dei servizi per le tossicodipendenze e chiedono un Piano nazionale di azione sulle droghe, con lo stanziamento di risorse pari almeno all’1,5 del Fondo sanitario nazionale: la proposta viene dal Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), dalla Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict) e dalla Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze (FeDerSerD), che insieme rappresentano il 90% delle realtà accreditate a intervenire nel settore dipendenze in Italia. Tra le lamentele espresse, "il blocco delle assunzioni e l’impoverimento delle risorse umane al 50% dell’organico previsto", l’assenza di "reali percorsi clinici e sociali integrati", le rette per le comunità "irrisorie in molte regioni". "La politica sulle droghe auspicano – deve divenire realmente, e non solo nei proclami ideologici, una priorità dello Stato e delle Autonomie locali". "Solo un sistema ad alta integrazione pubblico-privato precisano – è in grado di rispondere alla diffusione e complessità del fenomeno droghe nel nostro Paese". Il 26 giugno, in occasione della Giornata mondiale sulle droghe, presenteranno un documento sullo stato dei servizi. In Italia vi sono 550 Sert pubblici e oltre 1500 servizi del privato sociale, punto di riferimento per circa 200mila persone ogni anno.