Benedetto XVI ha esordito con un "rendimento di grazie per avercelo dato durante ben 27 anni quale padre e guida sicura nella fede, zelante pastore e coraggioso profeta di speranza, testimone infaticabile e appassionato servitore dell’amore di Dio", e ha ricordato "la grande devozione con cui egli celebrava i santi Misteri e adorava il Sacramento dell’altare, centro della sua vita e della sua infaticabile missione apostolica". Salutando, poi, tra gli altri "i tanti giovani che Papa Giovanni Paolo II amava con singolare passione", Benedetto XVI si è soffermato sulla cena di Betania narrata dall’evangelista Giovanni, "preludio alla morte di Gesù" ma anche "annuncio della resurrezione", nella quale un gesto ha una "struggente rilevanza": quello di Maria di Betania, che a un certo punto, "”presa una libbra di olio profumato di vero nardo, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli” (Gv 12,3). Per il Papa, quello citato "è uno di quei dettagli della vita di Gesù" che "parla dell’amore per Cristo, un amore sovrabbondante, prodigo, come quell’unguento ‘assai prezioso’ versato sui suoi piedi. Un fatto che sintomaticamente scandalizzò Giuda Iscariota: la logica dell’amore si scontra con quella del tornaconto". (segue)