"In questi nostri tempi, nel nostro travagliato mondo, eccoci sostare davanti a un insolito testimone di Gesù Cristo crocifisso e risorto: Giovanni Paolo II". Lo ha detto, stamattina, il card. Stanislaw Dziwisz, attuale arcivescovo di Cracovia e per moltissimi anni segretario del Papa polacco, nell’omelia della celebrazione eucaristica nelle Grotte Vaticane sulla tomba del Papa, nel secondo anniversario della morte di Karol Wojtyla. Giovanni Paolo II, ha aggiunto, il porporato, "si è immedesimato con Gesù, con la sua vita e la sua missione. Ha condiviso il motivo per cui il figlio di Dio è venuto nel mondo", cioè "l’uomo". Gesù è stato sempre "al centro" dell’esistenza di Papa Wojtyla. W questo "atteggiamento in un uomo noi lo chiamiamo santità". "Ci riempie di gioia e di speranza ha proseguito – il fatto che proprio la santità diventa il più caratteristico e il più riconoscibile tratto dell’atteggiamento e del servizio del Santo Padre Giovanni Paolo II. Il senso della fede, innato nel Popolo di Dio, sa riconoscere immediatamente ed esattamente la verità della sua santità. Giovanni Paolo II appartenne, senza tentennamenti, alla comunità degli amici di Gesù, cioè alla comunità dei santi. Questa appartenenza ha indicato tutto il senso e la direzione della sua vita e di tutto ciò che ha progettato e compiuto".