BENEDETTO XVI: "RIDIVENTARE" CRISTIANI. AUSPICIO PER "DIALOGO" CON LA CINA

"Non si può mai conoscere Cristo solo teoricamente": ogni cristiano è chiamato a "ridiventare" discepolo di Gesù, che "non appartiene al passato e non è confinato in un futuro lontano". Quello del primato di Cristo è un tema ricorrente nel discorso rivolgo oggi dal Papa ai cardinali, in cui Benedetto XVI ha ribadito che "l’uomo ha bisogno della trascendenza", perché se Dio "viene a mancare, allora l’uomo deve cercare di superare da sé i confini del mondo"; allora, "la droga diventa per lui quasi una necessità. Ma ben presto scopre che questa è una sconfinatezza illusoria – una beffa, si potrebbe dire, che il diavolo fa l’uomo". E ancora: "Venendo a conoscere Cristo veniamo a conoscere Dio, e solo a partire da Dio comprendiamo l’uomo e il mondo, un mondo che altrimenti rimane una domanda senza senso". Per il Papa, inoltre, "dobbiamo difendere la creazione non soltanto in vista delle nostre utilità, ma per se stessa". Tra gli altri spunti del discorso papale, l’esperienza della "collegialità effettiva ed affettiva" tra i vescovi e l’invito a fare della catechesi "non solo un insegnamento intellettuale", ma "un impratichirsi della comunione di vita con Cristo". Non è mancato l’"affetto spirituale" e la "cordiale stima" per il popolo cinese, e l’auspicio papale che la recente Lettera ai vescovi, accolta "con gioia e gratitudine" dai cattolici cinesi, possa "produrre i frutti sperati".