La nascita di Gesù mostra all’umanità la scelta di un Dio di condividere con gli uomini di tutti i tempi attese e speranze, ombre e preoccupazioni. E’ il concetto che fa da filo conduttore ai messaggi augurali che i leader delle Chiese cristiane stanno inviando in questi giorni ai loro fedeli. "A Natale scrive l’arcivescovo di Canterbury, primate della Comunione anglicana – Dio dimostra che non ha avuto vergogna di stare con noi. Ha ascoltato le nostre grida di debolezza, di dubbio e di infelicità, ha visto il nostro vagabondare e le nostre preoccupazioni e non ha avuto vergogna di stare accanto a noi in questo mondo, di camminare con noi lungo il nostro peregrinare". Gli fa eco Samuel Kobia, segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese che nel suo messaggio ricorda il suo viaggio fatto quest’anno a Betlemme. "Stavamo all’ombra del muro che separa la Palestina e Israele ed ho pensato che il Dio di tutto il Creato ha scelto di vivere tra noi, completamente vulnerabile come solo un bambino può essere". L’augurio di Kobia è che questo Natale possa "spingerci a cercare pace nel mondo attorno a noi", "sfidando la spirale di violenza che minaccia il nostro Paese". (segue)