"Mi piace ed è bello pensare al Natale del Signore come all’annuncio della tenerezza di Dio che, assumendo la nostra povertà e inchinandosi sulle nostre tante fragilità, ci sussurra: ti voglio bene da morire!": lo scrive, nel suo messaggio per Natale mons. Felice Molfetta, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano. Il Bambino Gesù che vogliamo accogliere "profuma di terra, il profumo di quella nostra terra ancora lacerata e dilaniata da tante divisioni, umiliata nella dignità dei suoi figli e offesa negli inalienabili diritti". "Non sarà perciò né il suo Natale né il nostro avverte il vescovo – fino a quando le situazioni quotidiane di disagio e di tristezza, di ingiustizia e di soprusi, di indigenza e di umiliazioni affliggeranno le nostre case, le nostre comunità, la nostra gente". Insomma, "essere soddisfatti di una gioia natalizia di sapore romantico ed intimistico non farebbe che assecondare una religiosità buonista e superficiale, certamente tranquillizzante ma non onesta. Per dare gloria a Dio che nasce tra noi dobbiamo invece imparare ad essere responsabili di fronte a Lui. E finché la tristezza degli uni non si sarà spenta, la gioia degli altri non potrà essere piena e autentica". Di qui più attenzione a piccoli, ammalati, poveri, senza dimora e senza lavoro, anziani soli, immigrati e a quanti trepidano per il loro futuro.