"Episodi come quello avvenuto a Firenze fanno riflettere. Forse in alcuni insegnanti c’è una forma di autocensura, si cerca di non disturbare nessuno. Purtroppo siamo in una regione in cui la prospettiva ideologica è ancora forte". Ad affermarlo, nel servizio di Toscana Oggi, è Barbara Pandolfi, incaricata regionale della Conferenza episcopale toscana per l’insegnamento della religione cattolica, per la quale, però, "il pericolo maggiore non è quello dell’ostilità verso la religione, ma è l’indifferenza. Anche perché una volta la scuola poteva dare per scontato che i ragazzi conoscessero alcune cose, oggi non è più così". Per Rita Di Goro, presidente fiorentina e regionale dell’Age (Associazione italiana genitori), "come genitori cristiani dobbiamo essere fermi nel pretendere il rispetto delle nostre tradizioni, ma anche particolarmente attenti a sfuggire le strumentalizzazioni che hanno il solo effetto di ridurre a terreno di scontro i valori in cui crediamo". Altrimenti, "prestiamo il fianco a chi ha tutto l’interesse a porre all’attenzione dell’opinione pubblica Gesù come segno di divisione e non di unione". Il fatto che la scuola pubblica sia laica e pluralista, secondo la presidente dell’Age, "non deve significare la cancellazione di ogni identità religiosa". (segue)