” “"Un segnale di responsabilità al Parlamento, di cui si auspica che il Parlamento terrà conto". Così Francesco D’Agostino, presidente dell’Unione giuristi cattolici italiani, definisce l’"ammonimento" lanciato dal presidente Napolitano al Parlamento in materia di omofobia. "Più che sotto il profilo giuridico spiega al Sir il giurista la lettera di Napolitano ha un rilievo politico, perché vuol far sapere al Parlamento che il capo dello Stato intende controllare i profili di legittimità del decreto legislativo in questione, sua prerogativa per qualunque legge: soprattutto in un decreto come questo, che appare molto pasticciato". In questo modo, Napolitano "non altera l’autonomia dei poteri parlamentari", ma dimostra concretamente "cosa significa la divisione ed il corretto gioco di equilibrio tra i poteri. Secondo la nostra Costituzione, infatti, il Parlamento ha il potere di approvare, ma non di promulgare le leggi. Al capo dello Stato, invece, spetta la promulgazione delle leggi, ma non l’intervento nella materia delle leggi stesse, che appartiene al Parlamento". Ciò vuol dire, prosegue D’Agostino, che il presidente Napolitano "sta gestendo in modo ottimale il suo ruolo di ultimo garante della correttezza delle leggi": oltre, c’è solo la Corte Costituzionale, il cui intervento però "è sempre traumatico, perché interviene dopo l’approvazione della legge" (segue).” “