Si è svolta "senza particolari problemi" nelle sedi del Patronato Acli la seconda giornata dedicata all’invio telematico al Ministero dell’Interno delle domande per assumere i lavoratori domestici provenienti dai Paesi “non riservatari”. Sono state quasi 9000 le domande inviate questa mattina dal Patronato Acli, per circa 3100 lavoratori dall’Ucraina, 1250 dal Perù, 900 dall’India e altrettanti dalla Cina. Poche le posizioni scartate dal Ministero, che sabato invece erano state circa 1000 su oltre 14mila invii. "Troppe – afferma il direttore generale del Patronato Acli Damiano Bettoni – e accompagnate da motivazioni spesso incomprensibili o non plausibili". Per definire il comportamento rispetto agli “scarti” e risolvere la questione della graduatoria delle domande, dopo i gravi ritardi nella procedura di sabato, il Patronato Acli, insieme agli altri Patronati, ha chiesto un incontro al Ministro dell’Interno. Nel frattempo, la decisione presa è quella di sospendere la consegna di tutte le ricevute in attesa di una risposta chiarificatrice da parte del Ministero. La richiesta del Patronato Acli è che non venga costruita la graduatoria in base all’ora di arrivo delle domande, ma che si proceda con la verifica della regolarità del rapporto di lavoro agli sportelli per l’impiego e che poi il Governo faccia un nuovo decreto flussi.