"La gioia cristiana scaturisce" dalla certezza che "Dio è vicino, è con me, è con noi, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, come amico e sposo fedele. E questa gioia rimane anche nella prova, nella stessa sofferenza, e rimane non in superficie, bensì nel profondo della persona che a Dio si affida e in Lui confida". Lo ha detto, ieri mattina, Benedetto XVI, prima di introdurre la preghiera dell’Angelus, da piazza S. Pietro, nella III Domenica di Avvento, chiamata domenica "gaudente". San Paolo, ha ricordato il Papa, e"sorta i cristiani a gioire perché la venuta del Signore, cioè il suo ritorno glorioso, è sicuro e non tarderà. La Chiesa fa proprio questo invito, mentre si prepara a celebrare il Natale e il suo sguardo si dirige sempre più verso Betlemme". In effetti, "noi attendiamo con speranza certa la seconda venuta di Cristo, perché abbiamo conosciuto la prima. Il mistero di Betlemme ci rivela il Dio-con-noi, il Dio a noi prossimo, non semplicemente in senso spaziale e temporale". Egli, ha aggiunto il Santo Padre, "ci è vicino perché ha ‘sposato’, per così dire, la nostra umanità; ha preso su di sé la nostra condizione, scegliendo di essere in tutto come noi, tranne che nel peccato, per farci diventare come Lui". (segue)