Il dialogo "sincero" tra i cristiani, "effettuato nella verità, nella libertà e nella carità", "non priva del diritto né esime dalla responsabilità di annunciare in pienezza la fede cattolica agli altri cristiani, che liberamente accettano di accoglierla". Sulle implicazioni "ecumeniche" della evangelizzazione si è soffermato anche mons. Angelo Amato, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede nel suo intervento oggi alla conferenza stampa di presentazione della “Nota dottrinale su alcuni aspetti dell’evangelizzazione”. "Nessuna obiezione ha detto mons.Amato – può dunque ragionevolmente frenare od ostacolare l’impeto che dal cuore della Chiesa come fuoco di carità muove i nostri cuori ad annunciare, con parole ed opere, Colui che è la speranza attesa segretamente da ogni cuore". La conversione a Cristo e l’adesione alla Chiesa cattolica non devono però essere intese come "l’estensione di un gruppo di potere" ma come "l’ingresso nella rete di amicizia con Cristo, che collega cielo e terra, continenti ed epoche diverse". "Si comprende dunque come questo orizzonte, fatto di verità e di libertà, debba determinare anche l’ambito ecumenico. Anche qui, il necessario rispetto delle diverse sensibilità e delle rispettive tradizioni, non può eludere né l’esigenza della libertà né quella della verità, che sono i presupposti insostituibili di ogni forma di dialogo".