SUDAFRICA: I VESCOVI DENUNCIANO IL PESSIMO TRATTAMENTO DEI RIFUGIATI DALLO ZIMBABWE (2)

“Ci lamentiamo perché prendono posti di lavoro e cibo – continua la denuncia dei vescovi sudafricani -. Li accusiamo di essere criminali. La nostri polizia li perseguita e chiede tangenti. Li facciamo sentire sgraditi anche nelle nostre chiese e comunità. Li sfruttiamo pagando salari minimi e li denunciamo alla polizia quando si lamentano delle nostre pratiche”. “Come cristiani, che cosa dobbiamo fare? Come possiamo rispondere? Qual è la domanda di carità?”, si chiedono i vescovi, che propongono: “La nostra risposta come Chiesa e come nazione doveva essere di carità e preoccupazione. Ciascuno di noi può fare una piccola differenza accogliendoli e assistendoli secondo quanto ci è consentito. Ciascuno di noi può insegnare a sé stesso e a chi ha intorno a considerare i rifugiati dello Zimbabwe come fratelli e sorelle in grande situazione di bisogno, piuttosto che come una sorta di minaccia. Anche i piccoli gesti di accoglienza e di compassione, faranno la differenza”.