"C’è anche prosegue Bromuri – una forma di secolarizzazione per cui i simboli cristiani sono banalizzati per fini consumistici: per esempio la stella cometa diventa una freccia che indica il supermercato, il Gloria in excelsis deo il canto che indica l’apertura di una scatola nella trasmissione Affari tuoi; e questo è negativo perché si toglie quella dimensione di poesia, di trascendenza, di elevazione spirituale che tutto ciò ha". Si tratta, per mons. Bromuri, "di un abbassamento di livello di tutta la società, che comporta una perdita di valori nella fase educativa dei giovani, che sono deprivati di aperture al mondo del non ovvio e ai valori trascendenti". Infine, per l’esperto, "oggi c’è un attacco concentrico a tutto ciò che appartiene in qualche modo alla Chiesa, diciamo una reazione piuttosto violenta ad alcune posizioni che i cattolici hanno sul piano etico. Questo crea un’avversione culturale che finisce per diventare anche politica". Il problema nasce "quando le posizioni della Chiesa sono fatte proprie da alcune forze politiche e sono brutalmente messe sul piatto come la richiesta del presepio obbligatorio nelle scuole: così si crea un corto circuito. Invece, all’aggressività degli altri, occorre rispondere continuando ad annunciare la speranza che è in noi, che è un tesoro, seppure in vasi di creta, da condividere".