STORIA DELLA CHIESA: GUIDUCCI (LATERANENSE), SAN SEBASTIANO NON È UNA "ICONA GAY" (2)

Il nome di San Sebastiano "ha finito, nel tempo, con l’identificarsi con l’eroe, l’uomo di eccezionali virtù di fronte alle avversità della vita", ha detto Pier Luigi Guiducci, docente di Storia della Chiesa presso l’Istituto Ecclesia Mater della Pontificia Università Lateranense, intervenendo ieri alla presentazione del libro, di testo e immagini, "La freccia e la palma. San Sebastiano tra storia e pittura con 100 capolavori dell’arte" (Edizioni universitarie romane) di don Francesco Danieli. Così, identificato come "uomo ideale nel Rinascimento", San Sebastiano – ha aggiunto Guiducci – è assurto a "simbolo nell’arte e portavoce di una umanità sofferente", anche per la "capacità di lasciare le sicurezze dell’oggi per incamminarsi lungo un sentiero di pericoli e di insicurezze". E dunque, san Sebastiano è "l’eroe e il simbolo della libertà interiore". Il suo nome, "come quello di ogni santo cristiano", è portatore di "un sacrificio, una vocazione, una speranza". Per quanto riguarda le fonti storiche, la prima a citarlo risale al 354 d. C. ed è il primo catalogo liturgico dei martiri romani: la "Depositio martirum", e Papa Gregorio Magno lo colloca tra i sette santi protettori di Roma. (segue)