” “Nella Sala delle Colonne della Camera è stato presentato ieri pomeriggio il volume "La freccia e la palma. San Sebastiano tra storia e pittura con 100 capolavori dell’arte" (Edizioni universitarie romane) di don Francesco Danieli, membro dell’Associazione archivistica ecclesiastica e direttore della collana "Argonauti". Con l’autore e con l’editore Gian Luca Pallai, sono intervenuti: lo storico della Chiesa Pier Luigi Guiducci, docente all’Istituto Ecclesia Mater della pontificia Università Lateranense e curatore della prefazione, e Raffaela Tortorelli, dottoranda in storia del cristianesimo e della Chiesa. Ha moderato l’incontro lo scrittore Antonio Lerario. Nell’agiografia e nell’iconografia di San Sebastiano, il "miles Christi per eccellenza, che ha affascinato santi e peccatori", gli "elementi importanti" sono tre, ha detto Guiducci: "il nome, che significa ‘venerabile’; il martirio, sotto Domiziano, tra il 303 e il 305 d. C., cioè, la testimonianza della fede fino all’effusione di sangue e la morte, trafitto dalle frecce; la sepoltura, lungo la via Appia". Per quanto riguarda una "leggenda" recente, che lo elegge a "icona gay", essa ha spiegato lo storico "nasce dalla fantasia stravagante di D’Annunzio, che, nell’opera teatrale ‘Le martyre de Saint Sébastien’, gli dà il ruolo di ‘favorito di Diocleziano’, che non ha alcun riscontro nelle fonti". (segue)” “