IMMIGRAZIONE: PITTAU, NO A "PISTE FUORVIANTI" (2)

Secondo Pittau, "vi è un polo di un’apertura", che ha consentito di pervenire al nuovo ordinamento penitenziario che prevede alcune misure alternative ma "vi è anche un polo di chiusura, che in occasione di fatti di cronaca nera reclama una rigidità oltre misura". "È diffusa la convinzione – ha aggiunto Pittau – che con gli stranieri servirebbe il pugno duro e che, proprio per questo, dovrebbero finire più spesso in carcere: in questo modo non solo si trascurano le spese della detenzione ma anche il diritto che essi hanno di essere trattati penalmente su una base di parità". Pittau ha poi citato alcuni dati sugli stranieri denunciati in Italia: nel 2005 sono stati 130.311 (dati Istat), pari al 23,6% del dato nazionale (circa 552.000 denunce con autore noto), percentuale in crescita rispetto all’anno precedente (+ 2,3%). "Sulla base di questi dati, non si può negare – secondo Pittau – che esista il problema della criminalità straniera. Tra la popolazione italiana si riscontra una denuncia ogni 128 residenti, tra quella straniera una denuncia ogni 30, eppure alla domanda se gli stranieri siano più delinquenti degli italiani bisogna rispondere di no. Si tratta dello stesso pregiudizio, che ci ha colpito duramente quando eravamo noi a sperimentare le vie dell’esodo".