IMMIGRAZIONE: PITTAU, NO A "PISTE FUORVIANTI"

"Servirsi di statistiche approssimative; prendere una parte per il tutto, riducendo così l’immigrato alla cronaca nera; enfatizzare ciò che fa paura, come la criminalità e l’irregolarità; non far passare la percezione per analisi e non giudicare sotto la spinta dell’emotività"; essere affetti dalla "sindrome da romanza", del "vorrei e non vorrei", "sottostimando la necessita dell’immigrazione nel futuro del paese e la necessità della convivenza". Sono queste alcune "piste fuorvianti" di riflessione che portano ad una comunicazione sbagliata quando si parla di immigrazione. Lo ha detto questa mattina Franco Pittau, coordinatore del Dossier statistico immigrazione Caritas-Migrantes, intervenendo al convegno sul tema "Segnali di tolleranza. Itinerari didattici di comunicazione". Secondo Pittau le carceri sono una "realtà marginale, sulla quale è difficile riferire con equilibrio e perciò è quanto mai fruttuoso occuparsi degli itinerari didattici di comunicazione. Talvolta si enfatizzano le presenze negli istituti penitenziari, che avevano superato le 61.000 unità a giugno 2006, scese poi, a seguito dell’indulto, a 44.000 a giugno 2007. La sensibilizzazione alla questione è, per così dire, di natura pendolare".