Una lettera aperta ai responsabili degli enti non profit che gestiscono il servizio civile volontario e che si sono "mobilitati per eliminare la quota di riserva del servizio civile destinata alle persone con disabilità grave": è quella inviata ieri da sera Pietro V. Barbieri, presidente nazionale della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap). "Il vostro attivismo scrive Barbieri a seguito dell’eliminazione nella Finanziaria 2008 di questa quota – riduce le possibilità di autonomia e partecipazione sociale delle persone con disabilità più grave". "In linea teorica non possiamo che condividere" l’affermazione che "il servizio civile non può essere sostitutivo delle politiche sociali", però "bisogna guardare in faccia la realtà", si legge nella lettera. "I servizi di assistenza diretta o indiretta non esistono in larga parte del Paese" e "la nascita dell’obiezione di coscienza" e "del servizio civile corrispondevano all’impegno" per liberare "gli emarginati dalle forme di esclusione di cui cittadini con disabilità sono vittime". "La tendenza"invece "dominante nella ripartizione di progetti del servizio civile nazionale premia altre sostituzioni". Di qui l’impegno della Fish affinché "soggetti pubblici e privati" si facciano carico "del tema dell’inclusione sociale".