"In realtà aggiunge Zucchetti di scioperi oggi non se ne fanno molti rispetto al passato: è uno strumento che ha mutato modalità, forme e frequenza di utilizzo". Piuttosto, ora tocca per lo più "servizi e ambiti che investono direttamente il cittadino, mentre va scomparendo quello che danneggia solo la controparte, l’azienda, perché oramai non è più uno strumento di pressione significativo". Inoltre, il sociologo rileva come "l’impatto forte, nello specifico, dello sciopero degli autotrasportatori" sia dovuto "anche al cambiamento dell’organizzazione del lavoro. Mentre una volta c’era il magazzino, oggi si lavora con un’organizzazione snella, e i magazzini non si tengono più perché costano. Però bastano 1-2 giorni di mancato rifornimento per rimanere bloccati". Ecco dunque, conclude, "che una simile agitazione ha allo stesso tempo un impatto sulla cittadinanza e una ripercussione significativa sull’organizzazione produttiva".