INDIA: GUJARAT AL VOTO, I CATTOLICI E LE MINORANZE TEMONO NUOVE VIOLENZE

Gujarat al voto oggi, nella prima delle due giornate di una tornata elettorale vissuta con timore dai cattolici (l’1% della popolazione). Nello stato nordoccidentale dell’India, che complessivamente chiama alle urne 17 milioni di cittadini, le minoranze religiose sono da tempo sotto assedio, accusate di attuare conversioni forzate. Ad alimentare la tensione, la promessa fatta dal Bharatiya Janata Party, espressione politica del nazionalismo hindu, di riservare – se vincitore – quote di iscrizioni nelle scuole cristiane o musulmane per i fuoricasta e i tribali di fede induista. Una provocazione, dato che lo stesso partito ha sempre avversato la richiesta dei cristiani di origine intoccabile o tribale di accedere alle facilitazioni riconosciute dal governo ai loro connazionali di fede hindu o sikh. Come ha dichiarato il gesuita padre Xavier Manjooran, attivo fra i tribali, "se sono preoccupati della sorte degli hindu meno favoriti, dovrebbero riconoscere loro diritti anzitutto nelle proprie istituzioni, cosa che si guardano bene dal fare, preferendo tenerli nella sottomissione". Nel 2002, il Gujarat fu teatro di gravi violenze. Sono stati 2.000, in maggioranza musulmani, a perdere la vita negli scontri. Gli elettori dei collegi esclusi oggi dal voto, si recheranno alle urne il 16 e i risultati dovrebbero essere diffusi il 23.