"Il principio della formazione che dura tutta la vita è molto apprezzabile se assunto come principio ispiratore di politiche pubbliche rispettose delle esigenze che partono dalla persona. Si deve cioè agire partendo dalla ‘domanda’ di servizi formativi, piuttosto che dall’ ‘offerta’, e le istituzioni pubbliche devono assicurare un servizio equilibrato su tutto il territorio nazionale, sostenendo le regioni che più ne hanno bisogno": così don Tonini ha proseguito nel commento ai due disegni di legge sulla formazione permanente, presentati oggi al Senato. "Ci si deve chiedere come mai ha aggiunto proprio alcune delle regioni dove maggiore sarebbe la necessità di formazione professionale (specie nel Sud d’Italia) proprio lì si riduce l’offerta? E ancora come mai nelle stesse regioni, che pure hanno avuto i fondi previsti dalla legge 144/99 che prevedeva l’istituzione del’anagrafe formativa, non si è provveduto in tutti questi anni a redigere tale anagrafe?". Don Tonini ha anche sottolineato che "nel campo della formazione professionale occorre considerare l’accreditamento non soltanto dal punto di vista formale e procedurale, ma soprattutto rispetto al ‘prodotto’ che viene erogato e alla ‘credibilità’ dell’ente erogatore. La Costituzione ha concluso sancisce il pluralismo istituzionale e la sussidiarietà come valori di fondo".