"La spesa militare del 2006 è stata pari a 1.204 miliardi di dollari. Un aumento medio del 37% nel decennio 1997-2006". Lo ha ricordato il card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e pace, commentando l’invito del Papa, nel messaggio per la Giornata mondiale della pace 2008, a superare i conflitti e a promuovere il disarmo. "Per cogliere in tutto il suo spessore il richiamo papale", ha detto, "il primo dato degno di nota è l’attuale sovrapposizione dell’economia civile con quella militare". Anzitutto, c’è "la questione del ‘dual use’", cioè "la possibile duplice destinazione d’uso, civile o militare, di un bene, servizio o conoscenza". Un secondo dato da sottolineare "è un’antinomia tra la politica contro il terrorismo e la politica di sicurezza internazionale". Infatti, "dopo gli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti dell’11 settembre 2001, la comunità internazionale ha adottato misure severe contro il rischio di terrorismo; al tempo stesso, gli Stati, e in particolare le potenze nucleari hanno avviato un rinnovo degli apparati militari e degli armamenti". Su tali basi, ha concluso il card. Martino, "sembra corretto affermare che l’attuale politica di sicurezza degli Stati minacci la stessa pace e sicurezza dei popoli che si intende difendere dai soggetti non statali".