ROM E SINTI: CARITAS TOSCANA, LETTERA SULL’"ACCOGLIENZA DI UN POPOLO CHE C’INTERPELLA" (3)

Rom e Sinti costituiscono "una realtà che c’interpella". "Dopo sei secoli di vicinanza e convivenza nel medesimo ambito geografico, questo popolo ci è ancora sconosciuto", osserva la Caritas, chiedendo "che questo Avvento possa interrogare anche noi, le nostre Caritas, le nostre comunità, sullo stile d’incontro che scegliamo". Il primo obiettivo "non è dunque la mera assistenza, ma il reale incontro con questo popolo, in un ascolto attento, cadenzato sulla loro vita, sulle loro categorie più che sulla nostra esperienza". In secondo luogo, "la presenza degli «zingari» è sempre più vista come un problema da rimuovere": proprio per questo bisogna interrogarsi "su quale ruolo possa e debba giocare la Chiesa, nel suo essere comunità, e ogni cristiano, nella sua personale responsabilità: se si sceglie il rifiuto, la contrapposizione, il silenzio, la vicinanza, la condivisione". "Il solo stile d’incontro e di accoglienza che il cristiano conosce – precisa la Caritas toscana – è quello che salva le unicità e le valorizza. Vanno così decisamente respinti i tentativi di assimilazione" che conducono "all’annientamento della cultura «zingara»". D’altra parte, "la questione dei diritti dei popoli «zingari» non esime dal considerare le necessità dell’affermazione e del rispetto dei doveri, per questo – conclude – riteniamo fondamentale realizzare con Rom e Sinti un vero e proprio patto sociale".