BENEDETTO XVI: MESSAGGIO PER LA GIORNATA DELLA PACE 2008 (5)

Per la Chiesa, spiega Benedetto XVI, "la norma giuridica che regola i rapporti delle persone tra loro" ha come criterio "la norma morale basata sulla natura delle cose". La legge morale comune, al di là delle differenze culturali, "permette agli esseri umani di capirsi tra loro circa gli aspetti più importanti del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto". Di fatto, "valori radicati nella legge naturale sono presenti", in forma frammentata, in accordi internazionali come nei principi del diritto umanitario recepito nelle legislazioni dei singoli, ma urge favorire "il convergere anche delle legislazioni dei singoli Stati verso il riconoscimento dei diritti umani fondamentali". L’umanità vive oggi, purtroppo, riflette, ancora, il Papa, "grandi divisioni e forti conflitti che gettano ombre cupe sul suo futuro". In particolare, "si deve registrare con rammarico l’aumento del numero di Stati coinvolti nella corsa agli armamenti". Perciò, "è veramente necessaria in tempi tanto difficili la mobilitazione di tutte le persone di buona volontà per trovare concreti accordi in vista di un’efficace smilitarizzazione, soprattutto nel campo delle armi nucleari". Di qui l’appello alle Autorità "a riprendere con più ferma determinazione le trattative in vista dello smantellamento progressivo e concordato delle armi nucleari esistenti".