BANGLADESH: I PRIMI PASSI DELLA RICOSTRUZIONE, ANCHE CON IL "CASH FOR WORK"

(dall’inviata Patrizia Caiffa) – Le donne portano cesti di argilla sulla testa, per poi riversarla ai lati scoscesi della strada di terra.Tracce di fango e di rossetto si confondono sui loro volti, provati sì, ma anche leggeri di un’allegria spontanea. Gli uomini, a piedi nudi nella melma, fanno lo stesso lavoro ricostruendo con fatica gli argini del fiume e la diga distrutta. Sono i primi passi della ricostruzione a quasi un mese dal ciclone Sidr che ha devastato il 15 novembre le coste del Bangladesh; lavori saltuari stipendiati dal governo o dalle organizzazioni non governative per permettere alle persone colpite – circa 8 milioni e mezzo in 30 distretti – di rendersi indipendenti dalla distribuzione degli aiuti e ricominciare una vita autonoma. Caritas Bangladesh lo chiama "cash for work", ossia "soldi contanti in cambio di lavoro" e sta applicando questo sistema nei 9 distretti in cui opera. Nel villaggio di Nachna Para (a circa 100 km a sud della città di Barisal), ad esempio, uomini e donne guadagnano 150 taka (circa un euro e mezzo) per 6 ore di lavoro giornaliero. Quanto basta per sfamare una famiglia e ricominciare a pensare al futuro. (segue)