DIOCESI: PAVIA, IL MESSAGGIO DEL VESCOVO PER LA FESTA DI SAN SIRO

"I massicci spostamenti di popolazione non si controllano con soluzioni immediate e circoscritte. Sul territorio essi possono essere fronteggiati dalle risorse personali di chi lo abita. Si tratta in questo caso di una nuova forma di carità a cui il credente deve guardare come sua vocazione personale". È il "compito non facile ma necessario" che il vescovo di Pavia, mons. Giovanni Giudici, affida "come preghiera" al patrono della città lombarda, San Siro, di cui oggi ricorre la festa. In una riflessione sul Santo patrono, pubblicata sull’ultimo numero del settimanale diocesano (Il Ticino) e disponibile on line (www.ilticino.net), mons. Giudici pone in parallelo l’esperienza di San Siro, "straniero e pellegrino", "mandato tra noi senza che ci conoscesse, solo per obbedienza alla chiamata di Dio", e quanto vive oggi "la comunità dei credenti", chiamata a "cercare sbocchi alla paura che nasce dalla venuta nella nostra terra di gente che non conosciamo e che ha stili di vita diversi dai nostri". Per il vescovo, è necessario "guardare alle nuove condizioni di vita nel nostro territorio come a delle sfide che possono trasformare il nostro tempo e la nostra terra in tempo e luogo della speranza". Da qui l’invito a "soffermarci quest’anno sul tema della carità": "Vogliamo chiedere a San Siro che sostenga la crescita delle opere di carità nella nostra diocesi, in ciascuna parrocchia, in ogni fedele".