E siccome i poveri "non si possono eliminare, si cerca di nasconderli e di farli sopravvivere, magari con buon cuore", ha aggiunto Pezzotta: questo "non significa che cura, elemosina e beneficenza non servano: l’elemosina è anzi un atto che educa alla dimensione della gratuità". Occorre sottolineare ha aggiunto Pezzotta – che nella carità cristiana sta dentro, "direi connaturata, l’idea dell’emancipazione, della promozione, della valorizzazione della persona come essa è, dal concepimento alla morte". Tra gli impegni anche quelli di ordine morale: Pezzotta sottolinea l’educazione, l’educazione alla libertà è il tema "più impellente della nostra società, e come cristiani dovremo affrontarlo. Chi educa chi? Non continuiamo a dire che le famiglie devono educare. Perché le famiglie non ce la fanno. E non perché non vogliono, ma perché tutti gli strumenti che stanno attorno alla famiglia non educano: l’individualizzazione presente anche nelle nostre comunità non educa più allo stare insieme, alla relazione". Credo che come cristiani ha concluso – abbiamo il dovere di riprendere in mano il tema dell’educazione":"pensare che sia solo la famiglia a educare è un’illusione. L’impegno di oggi è creare una modalità per cui in questo compito le famiglie non siano sole".