BANGLADESH: LA VITA DEGLI SFOLLATI, IL 15 DICEMBRE TERMINA FASE AIUTI D’EMERGENZA (4)

(dall’inviata Patrizia Caiffa) – "Abbiamo avuto tre cicloni – spiega Pintu William Gomez, del dipartimento emergenze di Caritas Bangladesh -. Il primo nel 1970 ha provocato 500.000 morti, il secondo nel 1991 circa 140.000, quest’ultimo solo 3.300. Quando è nata la Caritas, nel 1972, ci siamo chiesti: come possiamo convivere con i cicloni? L’attività di prevenzione e sensibilizzazione della popolazione, che ora sa come comportarsi quando accadono, è servita a far scendere drasticamente il numero delle vittime. Questo è un grande successo". Intanto, in questi giorni, nelle sedi centrali e regionali dell’organizzazione cattolica è tutto un via vai di aiuti – coperte, teli di plastica, lenzuola, piatti, bicchieri, pacchi di riso, sale e lenticchie – che saranno distribuiti fino al 15 dicembre. Poi si procederà a una distribuzione di cibo più cadenzata e strutturata. Nei soli due distretti di Barisal e Khulna (i più colpiti perchè più vicini all’occhio del ciclone) verranno raggiunte, nelle tre fasi fino a febbraio, circa 62.000 persone. Intanto, lungo le strade che portano a Barisal (città di 3 milioni di abitanti) si incontrano code di uomini, donne e bambini con sacchi di riso in testa, dono dei diversi governi o delle agenzie internazionali: 1 kg al giorno di riso a famiglia per 15 giorni. Due settimane di cibo per ora sono assicurate, per gli altri giorni…: "Insciallah!".