In Calabria ha sottolineato don Stamile – i tassi di disoccupazione soprattutto giovanile raggiungono "tassi troppo elevati. Un piano di contrasto alle povertà, nella nostra Regione come altrove non può che iniziare dal diritto al lavoro che appartiene ad ogni uomo e a ogni donna. Ma non può, e non deve, esaurirsi lì perché le povertà, vecchie e nuove sono molteplici. Se la gran parte di esse è legata alla mancanza di lavoro, in Calabria la povertà si chiama ‘ndrangheta, malasanità, persone con disagi mentali, molti pensionati che vivono il dramma della solitudine per la mancanza di strutture adeguate e con pensioni minime, mancanza di sostegno alle famiglie più numerose, persone senza fissa dimora, perlopiù immigrati di colore, mancanza di servizi socio assistenziali adeguati, persistente presenza di barriere architettoniche, ecc.".