CARD. TETTAMANZI: "L’UOMO INTERIORE PER SUPERARE L’INDIVIDUALISMO" (3)

Essere socialmente responsabili significa anche una particolare attenzione ai "bisogni e alle domande degli altri", ai poveri, alla "dignità umana delle persone immigrate", ai rom. "Non c’è dubbio – ha osservato il card. Tettamanzi – che per assolvere adeguatamente la responsabilità sociale è necessario saper armonizzare la difesa dei propri diritti e doveri con il riconoscimento dei diritti e dei doveri altrui". Ciò è possibile, però, se si impara a sentire che "ogni uomo è una parte di me". Anche se è facile "immaginare quanto sia difficile, se non quasi impossibile, comporre armonicamente tutte le domande, tutti i bisogni, tutte le attese", come casa, traffico, lavoro, trasporti, affari, in questa difficoltà ci viene in soccorso l’"uomo interiore", il cui sguardo "attento e acuto" ci fa però capire "la necessità di ripartire da chi è più debole e insicuro. Non ci manchi il coraggio di rovesciare la scala delle priorità: la città tutta ne trarrà un enorme vantaggio". "Ripartiamo dalla città degli invisibili, ciascuno dei quali è persona: è dovere della politica – ha concluso il card. Tettamanzi – saper fare delle scelte per il bene di tutti ed io sono convinto che le scelte secondo questa priorità faranno certamente il bene della città, orientandola ad un futuro non effimero".