CARD. TETTAMANZI: "L’UOMO INTERIORE PER SUPERARE L’INDIVIDUALISMO" (2)

In questo senso, per il porporato, "l’assunzione della nostra personale ‘responsabilità sociale’ è essenziale ed è un segno dell’abbandono vero dell’individualismo e della frenesia di possedere solo per noi". Perciò, "oggi urge tornare ad una responsabilità sociale personale, non delegabile a nessuno. E’ a ciascuno di noi personalmente che ciò è richiesto. L’uomo del cuore che cerchiamo dentro di noi è un uomo che si assume la propria responsabilità sociale". Se oggi ci si chiude nei propri piccoli mondi, è anche evidente "l’urgenza di educare una coscienza limpida e forte della personale responsabilità sociale". Certo, ha aggiunto il cardinale, "dobbiamo avere il coraggio di diventare ‘uomini diversi’, cittadini che sanno di avere diritti e doveri non in astratto ma in concreto e che responsabilmente vivono", andando incontro all’uomo di oggi, che "attende da ciascuno di noi i segni concreti della nostra responsabilità sociale". Ma, "per vivere la propria responsabilità sociale nei riguardi dell’uomo bisognoso, afflitto dalle diverse forme di insicurezza della vita, è di grande importanza ricuperare e sviluppare di fronte alla ‘fame’ di cose la libertà propria dell’uomo interiore", vincendo "l’illusione che è felice soltanto chi possiede le cose". Urge, quindi "una diversa cultura dell’avere". (segue)