“L’interruzione di gravidanza farmacologica, con il prodotto conosciuto come RU486, si caratterizza con un profilo di sicurezza inferiore rispetto al metodo chirurgico”: lo ha detto stamane nell’incontro con i giornalisti presso la sala stampa della Camera dei Deputati, in occasione della presentazione di uno studio su “Mifepristone e aborto medico”, il presidente di “Promed Galileo”, Luca Puccetti. “Il tasso di mortalità associato all’aborto con questo prodotto è, a parità di età gestazionale, dieci volte maggiore rispetto al metodo chirurgico”. Riferendo dei dati raccolti nei soli Stati Uniti, ha parlato di 16 morti accertate nel giro di pochi anni, col risultato che un’indagine federale commissionata nel 2005 e conclusa nel 2006 “ha richiesto il ritiro del farmaco per la sua pericolosità”. Tutto ciò si è sottolineato mentre da noi se ne chiede l’adozione. (segue)