"Un approccio completo al problema, che tenga conto di aspetti quali la decisione di emigrare, di quanti immigrati ammettere, delle modalità della loro partecipazione alla vita della società che li ospita, del ruolo del migrante nei processi economici, del loro titolo a godere di protezione e diritti – ha proseguito mons. Tomasi sembra essere il modo migliore di procedere". Tuttavia, il rappresentante vaticano ha ravvisato che "la tendenza politica appare chiara ed incline a rispondere alle richieste emotive della pubblica opinione per il controllo e l’integrazione". A lungo termine "una giusta ed efficace soluzione può arrivare solo da un approccio ampio che coinvolga tutte le componenti politiche". "Un crescente consenso" si registra intorno a questo tipo di approccio "e sulla necessità di dare più attenzione al migrante in quanto persona che al suo ruolo economico". Da qui la richiesta della Santa Sede di "fare appello alla volontà politica per ratificare e implementare gli strumenti già sviluppati riguardanti i diritti umani". In questo ambito, ha concluso mons. Tomasi, "un ruolo importante lo gioca l’istruzione. I migranti, consapevoli dei propri diritti, saranno più tranquilli nell’offrire i loro servizi e talenti alla comunità che li riceve, ben informati saranno più liberi nel costruire un futuro comune".