"Nel Natale avviene un misterioso scambio di accoglienza reciproca tra la natura umana e la natura divina: Dio si abbassa fino a noi e noi siamo innalzati fino a Lui. Questo scambio diventa efficace quando accogliamo la Parola che parla a ciascuno di noi, parla a tutti i giusti, ai semplici, ai forti, agli umili". È un passaggio dell’intervento di questa sera dell’arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe, anticipato dal settimanale diocesano "Nuova Stagione", in occasione del secondo incontro "In dialogo con la città". "Accogliere il Verbo incarnato ricorda il card. Sepe significa accogliere la Parola di Dio nel nostro cuore". È quanto fece "Maria di Nazareth, nel cui seno la Parola ha preso carne, forma, volto". Così, "anche le nostre città devono oggi lasciarsi toccare, accogliendo il fuoco dello Spirito e la forza della Parola. Come? Rinunciando alla violenza, alla guerra, alle sopraffazioni, all’egoismo, a ogni forma d’illegalità, di lavoro minorile, d’insubordinazione, di sfruttamento selvaggio della natura, del creato, dell’ambiente nel quale viviamo". "Una città che vuole accogliere la Parola di Dio fattosi bambino, debole, fragile, deve saper aprire le sue porte alla solidarietà e all’amore, superando ogni forma di egoismo, di particolarismo e di malessere sociale ed economico". (segue)