Una campagna mondiale "per chiedere alla Cina l’adozione e l’attuazione di riforme significative nel campo dei diritti umani in occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008". L’iniziativa, promossa da Amnesty International, è stata presentata stamattina a Roma dalla sezione italiana dell’associazione, che proprio da oggi prende parte alla campagna. I giochi olimpici, ha sottolineato il presidente della sezione italiana, Paolo Pobbiati, "rappresentano per Amnesty International un’opportunità unica per mobilitare l’opinione pubblica, direttamente e attraverso gli oltre 20.000 giornalisti già accreditati, e spingere il governo di Pechino a cambiare le cose". Tre i motivi principali che sono alla base di questa convinzione: "Si parla di negazione dei diritti umani per un quinto della popolazione mondiale, che vive in Cina; questo Paese ha e avrà nei prossimi anni un peso sempre maggiore in seno alla comunità internazionale; le olimpiadi saranno un riflettore unico, che renderà in questo periodo la Cina il centro del mondo".