Definire cosa s’intende per cittadinanza, percorrere le diverse manifestazioni dell’amore politico nel mondo moderno (dalla cooperazione internazionale al diritto alla salute, dall’empowerment delle persone con disabilità al protagonismo degli esclusi, dalla tutela dei diritti dei più deboli all’impegno politico dei giovani), ricordare due esempi di amore politico nella storia: Raoul Follereau, nel 30° anniversario della morte, e padre Damiano de Veuster: questi gli obiettivi del XXII convegno internazionale, "L’amore politico", promosso dall’Aifo (Associazione italiana amici di Raoul Follereau), a Roma, dal 7 al 9 dicembre. Le direttrici del convegno, spiegano all’Aifo, "intendono esplorare le possibili forme dell’amore politico nonviolento", che può definirsi tale "quando è volto all’umanizzazione integrale". Esso, continuano all’Aifo, "reclama il costituirsi di una cultura politica purificata, orientata alla giustizia e alla pace". Per l’Aifo, "l’amore politico dà corpo ad una cittadinanza universale, che non si accontenta mai dei risultati per gli altri finché ci sono ‘lebbre’ da combattere". Anche il Santuario di Pompei, il 6 dicembre, ricorderà Follereau con il convegno "Una voce che risuona ancora", cui interverrà il card. Javier Lozano Barragán, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute.