"La tecnologia informatica, ormai presente in ogni aspetto della vita umana nei Paesi sviluppati, porterà cambiamenti anche nell’ambito pastorale della Chiesa cattolica. Occorre quindi un nuovo approccio della Chiesa coreana alle nuove tecnologie e alle loro potenzialità". E’ quanto ha affermato padre Francis Oh Kyeng-Whan, del Centro di ricerca per il ministero pastorale integrale dell’arcidiocesi di Seoul, durante un seminario che si è svolto nei giorni scorsi nella cattedrale di Myeongdong di Seoul, Corea del Sud. Circa 150 sacerdoti, suore e laici come riferito dall’agenzia Uca News – hanno seguito l’evento organizzato dal Centro di ricerca per il ministero pastorale integrale dell’arcidiocesi di Seoul. La Chiesa del Paese asiatico è fortemente preoccupata per il calo delle frequenze alla messa e ai sacramenti, nonostante la crescita numerica dei cattolici. "L’uso delle nuove tecnologie potrà garantire – secondo Peter Pak Jong-taik, ricercatore cattolico – uno strumento per garantire la salute della Chiesa e delle sue istituzioni, minacciate da materialismo e disaffezione. Ma anche da invecchiamento". Secondo Pak, nel 2020 i cattolici potrebbero arrivare a 6,4 milioni, ovvero il 13% della popolazione prevista (49 milioni).