SANTA SEDE E ISRAELE: BEN-HUR (AMBASCIATORE), "UNA MARATONA DI EDUCAZIONE ALLA PACE"

"Le rivalità, l’odio del passato tra le religioni, hanno lasciato ferite ancora sanguinanti, dando forza a un orrido nemico del dialogo e della pace: l’abisso d’ignoranza reciproca. Siamo chiusi nelle nostre trincee ideologiche e non siamo disposti a uscire per conoscere l’altro davvero. Invece, dobbiamo sapere di più gli uni degli altri. Attraverso i film, i libri, i giornali. Abbiamo bisogno di una maratona di educazione alla pace per tutti e che non finisca mai, guidata dai leaders religiosi, aiutati anche dai rappresentanti politici. Ma ci vuole una leadership che abbia il consenso di tutti. Dunque, a guidarla dovrebbe essere il Papa". Questo l’invito dell’ambasciatore uscente d’Israele presso la Santa Sede Oded Ben-Hur in conclusione al suo intervento all’incontro "Il dialogo tra popoli, culture e religioni. Le relazioni tra Santa Sede e Israele", tenutosi ieri sera alla Pontificia Università Lateranense. Quindi, l’ambasciatore ha elogiato l’importanza dei pellegrinaggi nel processo di riconciliazione tra popoli, religioni e culture. "Siamo tutti pellegrini sulla terra – ha detto Ben-Hur -. Dunque, dovremmo fare tutti pellegrinaggi di delegazioni miste, scambiandoci le visite presso i luoghi di culto e i paesi. Un modo concreto per costruire la pace". Poi, in chiusura, ha citato lo statista israeliano Ben Gurion: "A Gerusalemme, chi non crede nei miracoli non è realista".