"Il dialogo è proficuo quando i soggetti dialoganti non rinnegano la propria identità, ma si presentano con chiarezza nella conoscenza reciproca. Dunque, non è mai un monologo. E così è per la storia dei rapporti tra Santa Sede e Israele. Una storia che si coniuga al plurale". È intervenuto così mons. Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, all’incontro tenutosi ieri sera in Laterano sul tema "Il dialogo tra popoli, culture e religioni. Le relazioni tra Santa Sede e Israele. Hanno partecipato anche l’ambasciatore uscente d’Israele presso la Santa Sede Oded Ben-Hur, il senatore Giulio Andreotti, l’intellettuale già vicesindaco di Gerusalemme David Cassuto e, in videoconferenza, mons. Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa. Moderatore: il giornalista di "30 Giorni" Giovanni Cubeddu. "Sono contrario alla teorizzazione di uno scontro di civiltà ha detto mons. Fisichella -. Significherebbe venir meno alla missione principale della Chiesa, che è l’annuncio di pace tra tutti gli uomini del mondo". Quindi, il rettore dell’ateneo pontificio ha ripercorso i momenti più significativi e quelli meno noti della "lunga storia di rapporti tra Santa Sede e Israele, dalla visita di Paolo VI a Gerusalemme, nel ’64, al documento "Nostra aetate", nel ’65, fino al ’93, con l’inizio delle relazioni diplomatiche nel pontificato di Giovanni Paolo II, fino ai nostri giorni, con Benedetto XVI e i "tanti momenti di dialogo e di scambio per crescere nell’amicizia". (segue)