MINORI: CARITAS AMBROSIANA E CNCA LOMBARDIA, "PER CHIUDERE GLI ISTITUTI, APRIRSI A RESPONSABILITÀ CONDIVISE" (2)

"Questa fragilità si traduce a livello relazionale in fratture, fatiche, patologie che, a loro volta, si riversano sui soggetti più deboli: i minori", ha continuato don Davanzo, per il quale "la legge 149 del 2001 e la chiusura degli istituti ci stimolano a collegare il lavoro a favore dei minori all’impegno a favore della famiglia. Un impegno che deve evitare la disgregazione dei nuclei familiari e favorire la ricostruzione della genitorialità nei momenti più difficili, attraverso una corresponsabilità trasversale che tocca tutti: la persona singola, la comunità, il mondo del terzo settore e le istituzioni". "Siamo convinti che per superare la logica dell’istituzionalizzazione sia necessario costruire e praticare ambiti di corresponsabilità matura tre le istituzioni e i soggetti attraverso un disegno di politiche sociali volto alla promozione dell’agio, alla prevenzione del disagio, alla presa in carico e alla tutela della fragilità", ha sostenuto Liviana Marelli, referente del gruppo minori del Cnca. "Siamo convinti – ha aggiunto – che la comunità di accoglienza non è un luogo autoreferenziale cui consegnare un ‘problema’. La comunità funziona se funziona davvero il sistema di welfare basato sull’esplicita assunzione di relazioni responsabili". Se riconosce che esistono "Responsabilità comuni", come indicato nel documento del Cnca.