"La lingua tedesca perde in purezza, non è più quella di una volta. Ma questo è normale. A contatto con i flussi migratori, anche la lingua di un popolo cambia". Così Mauro Montanari, direttore del mensile "Corriere d’Italia" della delegazione delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania risponde al prof. Norbert Dittmar, della Freie Universitat di Berlino che, su alcuni giornali di oggi, sotto il titolo "Migranten verändern unsere Sprache" (i migranti cambiano la nostra lingua) si lamenta che "la gioventù tedesca assume la pronuncia e la forma sintattica della gioventù straniera, e usa spesso parole di origine turca o araba". Non solo continua il prof. Dittmar: "questo sarebbe un processo durevole, poiché la gioventù tedesca tenderebbe ad interiorizzare quest’abitudine e ad estenderla anche nella futura espressione adulta". "Il problema aggiunge Montanari è il fastidio che molti in Germania provano dal fatto che la lingua tedesca venga modificata non dall’inglese o dall’americano, ma dall’interno, dai migranti di seconda e terza generazione, soprattutto turchi. Questa lingua viene semplificata, diventa divertente. Cosìi giovani migranti rispondono ad un tedesco scolastico che diventa, per loro, un fattore punitivo,sempre più un motivo di segregazione e di esclusione".