A Bruxelles si stanno valutando gli impegni pratici che il sostegno alla diversità espressiva richiede all’Ue. "In meno di tre anni afferma una nota della Commissione il numero delle lingue ufficiali è più che raddoppiato, dato che tra il 30 aprile 2004 e il 1° gennaio 2007 esso è passato da 11 a 23". In questo periodo di trentadue mesi le istituzioni comunitarie "hanno accolto più lingue di quanto successo nei quarant’anni precedenti": le ultime divenute ufficiali sono il romeno, il bulgaro e il gaelico (irlandese). Cresce inoltre, di pari passo con la mondializzazione dell’economia, il rilievo delle lingue nelle attività produttive e commerciali. Secondo uno studio effettuato per conto della Commissione dal Cilt (Centro nazionale britannico per le lingue), "ogni anno migliaia di imprese europee perdono opportunità commerciali e contratti a causa della carenza di competenze linguistiche". La conclusione del Cilt è che "le piccole imprese avrebbero enormi possibilità di accrescere le loro esportazioni se investissero maggiormente nelle lingue e definissero strategie coerenti". Infatti "le imprese capaci di rafforzare le loro competenze linguistiche sono in grado di sfruttare meglio le opportunità commerciali offerte dal mercato interno dell’Ue" e da quello internazionale.” ” ” “