BENEDETTO XVI: A S.SABINA, ELEMOSINA, PREGHIERA E DIGIUNO "ARMI SPIRITUALI PER COMBATTERE IL MALE"

"L’antica liturgia romana – ha spiegato ancora Benedetto XVI -, attraverso le stazioni quaresimali, aveva elaborato una singolare geografia della fede" nata dall’idea che con l’arrivo degli apostoli Pietro e Paolo "Gerusalemme si fosse trasferita a Roma". "Questa nuova geografia spirituale – ha precisato il Pontefice – non é un semplice ricordo del passato, né una vuota anticipazione del futuro; al contrario, intende aiutare i fedeli a percorrere" il "cammino della conversione". Parlando degli "strumenti utili" a tale rinnovamento: opere di carità (elemosina), preghiera, e penitenza (digiuno), il Papa ha precisato che "il digiuno, al quale la Chiesa ci invita in questo tempo forte, non nasce da motivazioni di ordine fisico od estetico, ma scaturisce dall’esigenza" dell’uomo di purificazione interiore "dall’inquinamento del peccato e del male"; di educazione "a quelle salutari rinunce che affrancano il credente dalla schiavitù del proprio io"; di maggiore attenzione "all’ascolto di Dio". Per questo, "il digiuno e le altre pratiche quaresimali sono considerate dalla tradizione cristiana "’armi’ spirituali per combattere il male, le passioni cattive e i vizi".