"Non è un caso di mala sanità, ma un errore umano e un tragico evento. A chi è in attesa di trapianto vogliamo dire di non perdere la fiducia, perché il sistema funziona. È la prima volta in 40 anni che capita una cosa simile": lo afferma al Sir Vincenzo Passarelli, presidente dell’Aido (Associazione italiana donatori organi), commentando la vicenda degli organi espiantati da una donna sieropositiva e impiantati su tre pazienti toscani. Il fatto è accaduto all’ospedale fiorentino di Careggi. Un errore umano sarebbe all’origine dell’incidente. "Ci dispiace molto per i pazienti che hanno ricevuto questi organi commenta Passarelli -. Ma il sistema trapianti funziona, tant’è vero che l’errore è stato scoperto dal sistema stesso. Non si tratta di una diagnosi sbagliata, ma di un errore nella trascrizione di un risultato dell’esame". A questo proposito il presidente dell’Aido propone "una doppia verifica": "Nel momento in cui il biologo vede che c’è una positività all’Hiv, la comunichi al responsabile del laboratorio e ci sia una ulteriore verifica nella trascrizione". Passarelli teme che ci siano "ripercussioni negative sulle donazioni, con conseguente rischio di perdite in vite umane". Per questo conclude: "In Italia i trapianti funzionano anche meglio che in altri Paesi europei. Nel 90% dei casi le persone trapiantate lavorano e conducono una vita normale".