Il Consiglio pastorale diocesano, di fronte alla questione "Dal Molin", registra da parte di molti cittadini "una forte sfiducia nei confronti delle istituzioni": vi è stata, infatti, una grave carenza di informazione, un occultamento della verità, una mancanza di trasparenza, un’assenza di coinvolgimento, un perdurante rimpallo di responsabilità tra vari livelli istituzionali, locali e nazionali, o altri soggetti di rappresentanza che hanno assunto come prevalente criterio di valutazione quello economico". I vicentini, invece, "hanno diritto di essere informati e coinvolti, di partecipare alle sorti della propria città. Il prosieguo del percorso deve caratterizzarsi per un cambio di registro a tale riguardo". Di fronte alla scelta governativa riguardo la nuova base, il Consiglio pastorale diocesano ritiene che ogni credente "non possa non confermare il proprio impegno per la pace, e una forte preoccupazione per la qualità della vita, l’impatto urbanistico e ambientale, il modello di sviluppo". Se la nuova base sarà realizzata, "tali preoccupazioni devono guidare la vigilanza di tutti i cittadini ed in particolare di quanti hanno responsabilità politiche, sociali ed economiche ad ogni livello. Dai nostri rappresentanti attendiamo risposte precise, una vigilanza non strumentale, una vicinanza concreta ed un reale ascolto della popolazione".