"L’impegno del matrimonio richiede tutta la verità e la disponibilità della persona", requisiti questi "improbabili da verificare tramite una telefonata". Francesco Belletti, direttore del Cisf (Centro internazionale studi famiglia), commenta in questi termini il parere favorevole della sezione immigrazione del Tribunale di Milano al matrimonio telefonico tra due stranieri, giudicato valido ai fini del ricongiungimento familiare. La sentenza di Milano, che ha ribaltato il parere contrario dell’ambasciata italiana a Islamabad, ha dichiarato valido il matrimonio "via telefono" tra due pakistani in quanto riconosciuto dalla legge del Paese degli sposi. "Affermare il principio del rispetto della giurisprudenza di un altro Paese in sé non risolve niente obietta Belletti al Sir se c’è un contenzioso sui valori di riferimento, che nella nostra cultura giuridica rendono poco accettabile tale pratica. Il nostro è un sistema giuridico che cerca di proteggere la verità e la libertà degli atti, ed è giusto essere disorientati a causa dell’assunzione acritica di un impianto giuridico non condivisibile". "La sovranità di ogni Stato è indiscutibile, ma nessuna scelta è neutrale", sostiene Belletti, per il quale "già il riconoscere la titolarità ad un Paese significa disconoscere la titolarità dell’altro".