” ” Non basta dire "basta carcere" per i bambini: bisogna "creare le condizioni perché la legge sulle detenute madri risulti applicabile". A parlare è don Sandro Spriano, cappellano di Rebibbia, interpellato dal Sir in merito al caso della detenuta chiusa in gabbia a Napoli con le due figlie, su cui sono stati avviati degli accertamenti. In merito all’episodio, Spriano lo definisce più che altro "un caso mediatico, visto che le bambine sono state in cella con la madre più o meno tre minuti". Il problema, semmai, è la nuova legge sulle detenute-madri, in via di approvazione. O meglio, spiega Spriano: "La legge c’è già, ma andrebbe applicata con serietà. Come previsto dalla legge attuale, le detenute madri con bambini fino a dieci anni possono usufruire degli arresti domiciliari. Ma la legge funziona per le donne italiane, che hanno una ‘rete’ fuori che permette loro di trovare una collocazione. Non è così per le donne straniere, che rappresentano la maggioranza delle detenute". La questione, commenta quindi il cappellano di Rebibbia, "non è tanto del carcere quanto di noi fuori": di qui la necessità di "un cambiamento di mentalità e di decisioni politiche in grado di fornire alloggi protetti alle detenute madri con i loro figli. Altrimenti, qualunque legge risulta inapplicabile".