"Particolarmente rilevante è lo svantaggio accumulato da alcune Regioni, soprattutto meridionali, nella riorganizzazione dei propri servizi, sia ospedalieri che territoriali – afferma Gianfranco Damiani, membro della segreteria scientifica dell’Osservatorio: -. Emblematico è, ad esempio, lo squilibrio Nord-Sud per i servizi per le fasce di popolazione più fragili, anziani e disabili fisici e psichici in primis. Per questi ultimi, a esempio le persone assistite, sia con interventi educativo-assistenziali, sia dai centri diurni, sono nel Nord-Est circa 10 volte quelle assistite nel Sud e nelle Isole". Anche sul fronte dello "stato di salute" dei sistemi sanitari delle Regioni italiane emergono dal rapporto molte differenze. A fronte di una spesa sanitaria complessivamente in aumento dell’8% tra il 2005 e il 2006, le Regioni continuano ad avere performance economico-finanziare eterogenee, migliori al Nord che al Sud. "È stridente il ritardo di alcune realtà regionali che faticano, per diversi motivi, a stare al passo con le Regioni più dinamiche – sottolinea Ricciardi – anche se questo, d’altra parte, è un fenomeno tipico dei sistemi sanitari con elevati livelli di devoluzione che alimentano forti elementi di disuguaglianza e di possibile ‘inequità’, soprattutto a sfavore delle persone e delle aree geografiche socio-economicamente meno avvantaggiate".