"Dobbiamo tornare ad educare. Educare alla vita e alla fede, trasmettere ciò in cui crediamo, osare il dialogo. I giovani sono assetati di ascolto e di dialogo. Non è vero che non sono disponibili e che sono distratti! Siamo noi adulti, che li abbiamo messi a tacere e, l’aggressività, se non è ben incanalata, sfocia in violenza!". ” “E’ quanto afferma mons. Luigi Antonio Cantafora, vescovo di Lamezia Terme, riferendosi ad alcuni episodi di bullismo che in queste ultime settimane hanno coinvolto i giovani anche nella sua diocesi. Il presule invita ad una "ripresa dell’educazione, un’educazione vitale. I giovani hanno bisogno afferma mons. Cantafora – di essere accompagnati alla vita e non accontentati con i ‘regalucci’ capricciosi che acquietano la nostra coscienza di adulti, ma che non li fanno crescere!".” “"Il fenomeno cosiddetto del bullismo – aggiunge – merita attenzione in quanto non si tratta di sporadiche bravate da ragazzi, ma di manifestazioni violente continuative e persistenti, che manifestano un disagio profondo sul piano educativo, degli affetti, della responsabilità". In una società con "overdose di mezzi e penuria di fini", spiega il vescovo calabrese, occorre "ritrovare e trasmettere il valore della vita, il suo senso nel donarla, la sapienza". (segue)” ” ” “